Sto scrivendo un romanzo rosa, il titolo è: ” A passo di corsa verso l’amore”. Hai voglia di leggerlo?

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Capitolo 7: fattore primario

Zoe stava oramai pascolando per strade secondarie di campagna da giorni, quando un cartello attirò la sua attenzione. Alle sorgenti, diceva, 2’700 abitanti. Qualcosa dentro di lei scattò e quasi rischiò di uscire di strada, da tanto vigore impresse al volante per puntare al paesino che si scorgeva in lontananza. La mattina si stava svegliando e c’era della nebbiolina che scendeva dolce dal declivio delle colline. E appena più in là si stendeva il bosco, che scendeva degradando verso i campi coltivati e le casette sparse qua e là. Le piaceva cosa stava guardando e, infischiandosene di cosa avrebbe mai potuto fare come lavoro una come lei, lì, in aperta campagna, decise di dirigersi verso il centro del paese. Posteggiò vicino alla chiesa, da parte all’insegna di un piccolo bar. Entrò. “Buongiorno” disse lei con fare allegro.

Capitolo 5: affari pericolosi

Zoe cercò il più possibile di darsi un contegno una volta varcata la soglia del suo ufficio, e sebbene all’inizio si sentisse stralunata, disconnessa da quanto le passava accanto e quasi aliena in questo mondo, piano piano la sensazione di essere una persona in carne ed ossa tornò a farle compagnia. Concentrarsi suoi suoi compiti l’aiutava a restare calma e tirare penosamente la fine della giornata, quando Jason, forse, l’avrebbe chiamata ed avrebbero potuto chiarirsi, praticamente su tutto.

Capitolo 4: piano B

La notte per Zoe era passata, ed anche inaspettatamente bene; si svegliò felice e piena di gioia all’idea che avrebbe potuto avere un bambino, oppure, in caso contrario, avrebbe per sempre capito che il sogno che cullava da un po’ di tempo di avere Jason come compagno, era una pura e semplice una follia. Insomma, comunque sarebbe andata, avrebbe vinto. Rimaneva il piccolo particolare del padre del bambino, ma su quello si soffermò ben poco. Avrebbe potuto benissimo crescere un bambino da sola.

Capitolo 3: conflitto di interessi

Zoe aveva finalmente ritrovato un po’ di brio, la nuova sfida professionale la stimolava e si sentiva di nuovo piena di vita. E molto, molto ottimista. Al di là del penoso motivo per cui aveva deciso di cambiare lavoro si rendeva sempre più conto di quanto avesse avuto la necessità di rimettere sui giusti binari la sua vita. Riprendere il contatto con sé stessa. Saranno stato le lezioni di yoga che la compagnia dava ogni mezzogiorno nel seminterrato del palazzo ma ora lei si sentiva molto più centrata e concentrata. E fiduciosa nei suoi mezzi. Fiducia è il mio secondo nome, soleva dire ai colleghi quando tutto andava male e lei se ne usciva con qualche battuta per stemperare l’umore nero e riportare un po’ di fiducia appunto nel lavoro con il suo team.

Capitolo 2: Una nuova sfida

L’aver troncato la relazione con Gordon fece passare una fine d’estate penosa a Zoe, ritrovatasi sola e giù di morale. Non tanto perché pensava di avere compiuto una scelta sbagliata, era troppo onesta con sé stessa per non sapere che con Gordon non aveva un futuro, quanto piuttosto perché quel Jason le sfuggiva continuamente. Durante tutta l’estate e l’autunno aveva cercato di racimolare informazioni su di lui, cercare di capire le sue abitudini e forzare così il fato ad un incontro, ma quell’uomo era veramente sfuggente. Non che chi parlasse di lui ne facesse mistero di ciò. Lo descrivevano come un uomo serio e leale ma con un’insana passione per il suo lavoro, non abbandonava mai la scrivania a meno di non fare un po’ di sport, e a questa considerazione ci era arrivata da sola Zoe, ricordando il suo petto muscoloso. Insomma non aveva svaghi oltre al lavoro, proveniva da una buona famiglia ed era sempre più misterioso. E affascinante.

Capitolo 1: A passo di corsa verso l’amore

Tutto era silenzioso al mattino presto, non era stato neanche necessario aspettare che la sveglia suonasse che Zoe si era ridestata da sola, con la voglia di andare a correre in quei paesaggi magnifici, sulla spiaggia, libera. Quella riunione di famiglia del suo troppo nuovo fidanzato la stava un po’ opprimendo, sebbene fossero tutti molto cordiali con lei. Adesso aveva bisogno di un momento per sé stessa, pensò, mentre si stava allacciando le scarpe da corsa e, con passo felpato, usciva di casa per immettersi nella stradina che portava al mare. L’alba stava sfumando il cielo con i suoi colori e l’aria frizzante le dava la carica per continuare a correre nonostante la fatica. E sorridendo si accorse di non essere l’unica ad avere avuto quest’idea, anche un tale stava correndo non troppo lontano da lei.