Poesia bisestile – Teresa è si vispa…

Avviso ai lettori: questa non è l’originale. Potrà mai Sailer perdonarmi?

Io intanto, però, mi sono divertita.

poesia bisestile

La vispa Teresa

avea tra l’erbetta

scoperto giuliva

una dolce fossetta.

Cantando beata

l’ho trovata, l’ho trovata

ci cadde di dentro

di faccia schiantata.

Che male faceva

starsene giù,

nel fosso giaceva

a naso all’ingiù.

Un bel cavaliere

che di lì passava

le disse a pelo:

“Vi serve la spada?”

Teresa stupita

proprio non capiva

a cosa mai

la sua spada serviva.

Ma quando s’accorse

del suo sedere all’insù

l’insolenza del cavaliere

la fece trasalire.

Il bel cavaliere

non voleva certo aiutarla,

ma con gesto veloce

semmai cavalcarla.

La vispa Teresa

non disse di no, 

che cosa faceva

lei lì, sennò?

Tutto sommato

lo scambio

fu grato.

Finita la monta del cavaliere,

lui l’aiutò

infine 

a sedere.

Ora Teresa era contrita

perché le faceva un po’ male l’amica.

Una cosa però 

l’aveva imparata:

il breve amplesso 

la voglia placata.

Aveva bisogno 

di una spada inserita

nel suo umido uscio

per farla finita.

Basta toccate e palpeggiamenti,

del bel cavaliere voleva i tormenti!

E così, felice, Teresa capì

a cosa quel buco infine servì.

FINE

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